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Petite Messe Solennelle – Bologna

La Petite Messe Solennelle è uno dei capolavori della letteratura musicale italiana, fu composta da Rossini a Parigi quattro anni prima della sua morte. Può essere considerata un “sublime ed estremo testamento del potenziale compositivo ed espressivo di un’intera esistenza”.

Bologna

L’opera fu eseguita per la prima volta in una cappella privata. Il compositore ne elaborò due versioni: una camerale, la partitura originale, per piccolo coro, quattro soli (soprano, contralto, tenore, basso), due pianoforti e harmonium e una per orchestra.

È un’opera singolare, spoglia ed essenziale che non indulge nella grandiosità del melodramma romantico, tecnicamente molto complessa, opera “sacra” nella struttura musicale ricca di astrattezza e di mistero, nel rilievo dato alla sacralità del testo senza concessioni al vocalizzo melodrammatico, teso alla purezza del timbro, un’opera matura, raffinata, di grande impatto emotivo per chi si pone al suo ascolto come ad un viaggio nell’introspezione, per arrivare alla percezione della spiritualità.

L’esecuzione è prevista in entrambe le sedi nella versione originale da camera. Delle quattro voci soliste, quelle maschili sono scelte tra gli allievi della scuola dell’Opera del Teatro Comunale di Bologna (nella esecuzione bolognese).

L’unica variante delle due esecuzioni è costituita dall’impiego di un coro “grande”, formato da ben 90 coristi

Petite Messe Solennelle – Ravenna

La Petite Messe Solennelle è uno dei capolavori della letteratura musicale italiana, fu composta da Rossini a Parigi quattro anni prima della sua morte. Può essere considerata un “sublime ed estremo testamento del potenziale compositivo ed espressivo di un’intera esistenza”.

Bologna

L’opera fu eseguita per la prima volta in una cappella privata. Il compositore ne elaborò due versioni: una camerale, la partitura originale, per piccolo coro, quattro soli (soprano, contralto, tenore, basso), due pianoforti e harmonium e una per orchestra.

È un’opera singolare, spoglia ed essenziale che non indulge nella grandiosità del melodramma romantico, tecnicamente molto complessa, opera “sacra” nella struttura musicale ricca di astrattezza e di mistero, nel rilievo dato alla sacralità del testo senza concessioni al vocalizzo melodrammatico, teso alla purezza del timbro, un’opera matura, raffinata, di grande impatto emotivo per chi si pone al suo ascolto come ad un viaggio nell’introspezione, per arrivare alla percezione della spiritualità.

L’esecuzione è prevista in entrambe le sedi nella versione originale da camera. Delle quattro voci soliste, quelle maschili sono scelte tra gli allievi della scuola dell’Opera del Teatro Comunale di Bologna (nella esecuzione bolognese).

L’unica variante delle due esecuzioni è costituita dall’impiego di un coro “grande”, formato da ben 90 coristi

Messa per il Dio Bambino

In linea con la proposta di Messa in Musica, che da alcune edizioni propone composizioni originali di musica contemporanea, opere di giovani compositori, la Messa per il Dio Bambino è stata pensata e composta proprio per l’occasione della undicesima edizione di Avvento. Nata e composta per la liturgia, dunque per l’esecuzione delle parti dell’Ordinario e del Proprio durante la celebrazione eucaristica, la musica è strettamente ispirata e legata alle singole parti della messa e al loro significato liturgico.

Ogni brano vuole condurre il fedele a un atteggiamento devozionale nel rispetto della preghiera e del raccoglimento personale, oltre che nell’aiutare a convergere nella preghiera collettiva.

La complessità della scrittura, contrappuntistica e densa, ricca di parti solistiche, rende ideale l’esecuzione per un ensemble ridotto.

Sarà presente alla prima esecuzione assoluta la compositrice.

Messa Sciolto havean dall’alte sponde

Giacomo Carissimi dapprima cantore e organista al duomo di Tivoli, fu poi maestro di cappella a S. Rufino di Assisi e a S. Apollinare a Roma. Il maestro ebbe fama immediata soprattutto per le sue cantate, genere che portò ad alto grado di perfezione. A partire proprio da una cantata Sciolto havean dall’alte sponde (1653), Carissimi sviluppò la composizione della messa-parodia dallo stesso nome. Si tratta di uno degli ultimi esempi di ciò che fu la messa-parodia, costruita a partire da un mottetto, da un brano polifonico o da una canzone profana già nota, che il compositore amplificava e sviluppava, al punto da renderla irriconoscibile, mediante il gioco delle variazioni contrappuntistiche.

La messa Sciolto havean dall’alte sponde in do minore a cinque voci è concepita in maniera ciclica, in quanto ha come punto di partenza il materiale tematico della cantata omonima per tutti e cinque i suoi movimenti. La costruzione tonale, seguendo un ordine di concatenazioni e modulazioni anche lontane, domina assoluta con accordi introdotti liberamente in modo spesso audace, largo impiego di ritardi e di accordi alterati.

Mass in La Minore Op. 197

Joseph Gabriel Rheinberger è stato un prolifico compositore di opere per pianoforte, organo, musica corale sacra e secolare, lieder, musica da camera, sinfonie, ouverture da concerto, musica di scena e opere.

Maestro di coro alla corte del re di Baviera Ludovico II, ha svolto un ruolo importante nella musica sacra cattolica in Germania. Ricordato anche come celebre maestro di composizione, ebbe tra i suoi allievi E. Humperdinck, E. Wolf-Ferrari, W. Furtwängler.

La sua celebre Messa op.197 in la minore, rimasta incompiuta in alcune parti e completata dal coevo L.A. Coerne, è particolarmente apprezzata per la sua profonda ricchezza musicale, d’impronta romantica.

Messa di Gloria

La Messa di Gloria è un’opera giovanile di Giacomo Puccini, composta nel 1880 per orchestra, due solisti e coro a quattro voci. Molto eseguita in tutto il mondo, in essa si manifesta già tutta la grandezza futura del compositore. Puccini la compose per il suo esame di diploma all’Istituto Musicale Pacini di Lucca. È una messa completa, a prescindere dal titolo, strutturata in cinque parti: Kyrie, Gloria, Sanctus e Benedictus e Agnus Dei ed è una delle poche opere di Puccini per il genere sacro, dalla quale si può ben intuire la sua spiritualità.
Dopo le prime esecuzioni, accolte con favore da pubblico e critica, non venne pressoché più eseguita fino al 1952 a Chicago e poi a Napoli.
Puccini inserì alcuni dei temi di questa messa in altre sue opere: l’Agnus Dei per Manon Lescaut e il Kyrie per Edgar, dando loro maggior notorietà.