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Missa Brevis n.7 in Do maggiore

Questa messa riflette benissimo il temperamento robusto del compositore, grande credente e profondamente devoto, che compose moltissime opere sacre, tra cui una celebre Ave Maria.
La Missa Brevis é una composizione intensa e raffinata, il suo stile esprime appieno la nuova sensibilita dell’ottocento francese.
La messa fu composta da Charles Gounod nel 1877 in una prima versione in do maggiore per due voci pari ed ac- compagnamento di harmonium o organo. Successivamente, nel 1890 provvide a revisionarla, redigendone una versione a 4 voci miste denominata Messe brève en C n° 7 “Aux chapelles”.

Missa quatuor vocum in sol minore

Tra le messe concepite nello stile “alla Palestrina“ ci resta l’esempio della Missa Quatuor Vocum in sol minore, detta messa di Madrid, composta per 4 voci a cappella (SATB).
La messa possiede nell’insieme quell’espressione intensa, a dispetto dell’economia dei mezzi e degli effetti, che è stata certamente la vocazione del compositore.
La data della composizione è incerta, potrebbe tuttavia collocarsi intorno al 1720.

Missa in Angustiis in Re minore (Nelson Messe)

Eseguita raramente, per la prima volta a Bologna, questa messa é di rara bellezza.

La Missa in Angustiis è un blocco di lodevole fattura e di solida struttura, in una dialettica alternanza tra omofonia e polifonia, tra squarci solistici e corali, in cui svolge un ruolo determinante la grande esperienza sinfonica haydniana.

Haydn vi lavorò dal 10 luglio al 31 agosto del 1798; l’esecuzione ebbe luogo per la prima volta alla metà di settembre dello stesso anno nella cappella di Eisenstadt, per il genetliaco della principessa Maria Hermenegilda, moglie del conte Nikolaus II Esterazy.
Il titolo é dovuto alla particolare contingenza storica che comportava “angustia”.
Il sottotitolo di Nelson Messe é dovuto al fatto che proprio il 1° agosto 1798 l’ammiraglio inglese Orazio Nelson aveva vinto l’armata napoleonica ad Aboukir.

Messa in Sol maggiore n.2 d 167

la terza stagione di avvento in musica

La produzione sacra giovanile di Franz Schubert costituisce certamente uno degli aspetti meno conosciuti, la Messa n.2 in Sol Maggiore, D 167, per soli (ATB), coro (SATB), archi e organo, esprime una costruzione di grande complessitàe magniloquenza espressiva, fu composta in appena sei giorni all’età di diciotto anni.

Lo stile è quello consueto della musica cattolica, ossia quello della musica “concentrata” in cui le sezioni di impostazione profana e edonistica si alternano con sezioni di carattere contrappuntistico.

Nel “Kyrie” è interessante la sezione responsorialedel “Christe”, in cui si alternano coro e solisti; “Gloria” e “Credo” sono piuttosto tradizionali, il “Sactus” è solenne e si avvale di un “Hosanna” di carattere imitativo. Il “Benedictus” riecheggia moduli pastorali e l'”Agnus Dei” ricorre ad un’intima espressività che in qualche modo si riallaccia a quello “Stabat Mater” di Pergolesi assai conosciuto e ammirato in Europa per tutto il Settecento.

Messa solenne in onore di Santa Cecilia

la terza stagione di avvento in musica

La Messa solenne di Santa Cecilia in sol maggiore è stata composta nel 1855 per tre solisti (soprano, tenore e basso), coro misto, orchestra e organo.

Il nome ufficiale è Messe solenelle en l’honneur de Sainte-Cécile.

La messa è il primo importante lavoro del compositore francese, la prima volta è stata eseguita il giorno di Santa Cecilia (patrona della musica), 22 novembre 1855, a Saint-Eustache, Parigi. Sebbene il testo utilizzato e la sua elaborazione musicale fossero strettamente liturgici, Gounod mise in atto alcune scelte meno tradizionali e più contemporanee rispetto a quelle dei primi lavori come compositore di musica sacra, che si basavano invece sui modelli del passato.

Questo spiega anche l’entusiasmo degli spettatori presenti alla prima esecuzione dell’opera nella chiesa di Saint-Eustache, i quali rimasero positivamente colpiti dalla sua grandezza e intuirono il coinvolgimento personale dell’autore.

Missa Aeterna Christi Munera

la terza stagione di avvento in musica

La Missa Aeterna Christi Munera è una delle più importanti e melodiche delle 104 messe scritte da Giovanni Pierluigi da Palestrina al culmine del suo potere creativo e, seppur nella sua linearità e semplicità, sintetizza una scrittura vocale chiara, fluida e affascinante nelle sue linee melodiche.

La purezza, la delicatezza e l’equilibrio delle varie parti solo state paragonate alla scrittura di una composizione per quartetto d’archi. La Missa Aeterna Christi Munera è del tipo “parafrasi” il che significa che una breve frase di canto piano (gregoriano), introdotta dal tenore, fornisce la base meldica e armonica sui cui è costruita l’opera.

I movimenti più brevi (Kyrie, Sanctus, Benedictus, Agnus Dei) usano l’imitazione, dove un frammento melodico viene ripetuto da tutte le voci in successione.