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Missa Aeterna Christi Munera

la terza stagione di avvento in musica

La Missa Aeterna Christi Munera è una delle più importanti e melodiche delle 104 messe scritte da Giovanni Pierluigi da Palestrina al culmine del suo potere creativo e, seppur nella sua linearità e semplicità, sintetizza una scrittura vocale chiara, fluida e affascinante nelle sue linee melodiche.

La purezza, la delicatezza e l’equilibrio delle varie parti solo state paragonate alla scrittura di una composizione per quartetto d’archi. La Missa Aeterna Christi Munera è del tipo “parafrasi” il che significa che una breve frase di canto piano (gregoriano), introdotta dal tenore, fornisce la base meldica e armonica sui cui è costruita l’opera.

I movimenti più brevi (Kyrie, Sanctus, Benedictus, Agnus Dei) usano l’imitazione, dove un frammento melodico viene ripetuto da tutte le voci in successione.

Messa dell’Incoronazione

la terza stagione di avvento in musica

La Messa in do maggiore dell’Incoronazione K 317 per soli, coro e orchestra fu composta il 23 marzo 1779 all’età di 23 anni nel periodo successivo al ritorno del compositore a Salisburgo, dopo 18 mesi a Parigi e Mannheim.

Le ipotesi per il titolo sono due, per commemorare l’incoronazione dell’immagine sacra di Maria, oppure, composta per la cattedrale della città, perchè fu eseguita durante l’incoronazione del re di Boemia, nel 1791, l’anno della morte di Mozart, con la direzione di Antonio Salieri.

La messa inaugura la nuova generazione di composizione sacre del periodo salisburghese. Prevalentemente corale , presenta episodi solistici rilevanti, come l’assolo del soprano del Kyrie, che annunciano temi musicali di opere liriche successive: l’assolo dell’Agnus Deiricorda l’aria del soprano “Dove sono i bei momenti”de le Nozze di Figaro.

Ha in sè dunque non solo tutti gli aspetti del Mozart della maturità, ma anche un’interazione profonda con gli stili dell’opera.

Missa Sancti Caroli

Camillo Cortellini (Bologna) è il compositore che maggiormente ha contribuito agli esordi della cultura barocca bolognese: é anello di congiunzione fra la produzione polifonica italiana tardorinascimentale e quella dello stile barocco bolognese, che con lui esordisce nella musica liturgica di S. Petronio (la cosiddetta “Messa bolognese”).

É proprio nella Missa Sancti Caroli che il testo canonico della Messa viene per la prima volta trattato in stile concertato, secondo precise disposizioni dell’autore. In questa Messa lo stile concertato è usato solo nel Gloria.

Lo stile magniloquente, e nello stesso tempo severo, si pone come felice sintesi tra quello veneziano e quello romano.

Dominica Quarta Adventus 2015

Il mistero dell’incarnazione del Verbo nel tempo d’Avvento ci pone fuori da ogni logica mondana.

Il linguaggio della prosa quotidiana cede il passo alle sacre scritture, alla parola simbolica e sacramentale.

La figura di Maria poi, presente nell’Offertorio e nel Communio, rappresenta l’archetipo della femminilità e apre la riflessione sul senso del credo quia absurdum est proposto dal verso dantesco: Vergine madre, figlia del tuo figlio.

La parola incontra il canto incarnandosi in esso come spazio dialogico delle emozioni e delle aspirazioni umane alla Salvezza.

Missa Papae Marcelli

Leggenda furono la Messa e chi la scrisse: nata 450 anni or sono (poi pubblicata nel II libro delle messe nel 1567), già celebrata nel Seicento da Agazzari, Banchieri, Penna, Bononcini e Berardi, fu indicata nell’Ottocento quale salvatrice della musica polifonica nella liturgia cattolica e così rappresentata nell’opera “Palestrina, leggenda musicale” di Pfitzner nel secolo scorso.

L’autore, “fiammingo…ben temperato”, maestro insuperabile di sobrietà (col minimo impiego di materiale riesce sempre a ricreare la giusta intonazione del testo: ampie fioriture di melismi sui testi brevi e scorrevoli recitativi su quelli più ampi) è canonizzato dall’opinione dei migliori compositori e diviene un mito: il successo è tale che il modello passa diritto sui testi di scuola, il più importante dei quali è Gradus ad Parnassum dell’austriaco J. J. Fux (1725) studiato da Bach, Haydn, Mozart e Beethoven.

Messa in lingua russa

Nella liturgia ortodossa il canto corale è la preghiera intima e adorante del popolo.

Alcuni canti sono eseguiti sia nella chiesa ortodossa che nelle chiese cattoliche di rito orientale.

Nei testi, tratti dalla liturgia tradizionale, si riconoscono alcuni versetti di Salmi della tradizione liturgica della Chiesa cattolica romana, come la preghiera devozionale cristiana a Maria, risalente al terzo secolo.

L’ultimo brano appartiene alla tradizione antica di origine bizantino – slava.